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MEIS Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah

Il luogo scelto come sede del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è il complesso delle ex-carceri cittadine di via Piangipane, costruito nel 1912 e dismesso nel 1992, nella zona sud-ovest della città. A guidare questa scelta è stata la volontà di recuperare per la città un luogo di segregazione e di esclusione e rendere aperto e frequentato uno spazio di emarginazione, collocato a breve distanza dall’area dell’ex ghetto di Ferrara. La sfida è quella di essere un luogo accessibile a tutti, fruibile ad ogni età, senza alcuna distinzione di genere, etnia, religione.
MEIS Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Ebrei, una storia italiana”. Il percorso permanente del MEIS, che viene integrato e rielaborato periodicamente, racconta la storia e l’esperienza degli ebrei in Italia.
Dalle prime attestazioni nell’antica Roma, la mostra conduce fino al Rinascimento e alla fioritura culturale della Penisola. Incontri, scontri, vita quotidiana e scambi vengono rappresentati attraverso oggetti, opere artistiche, installazioni multimediali, video e la guida virtuale degli esperti.
Ferrara ebraica”. Aperta fino al 1° marzo 2020, la mostra è dedicata alla città di Ferrara e il suo indissolubile rapporto - intrecciato in quasi mille anni - con la comunità ebraica locale. I manufatti legati alla ritualità ebraica e alla vita sinagogale vengono accostati ai racconti degli ebrei ferraresi e ai documenti storico-artistici di carattere cittadino. “Ferrara ebraica” è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Ferrara e della Comunità ebraica di Ferrara (che ha prestato al MEIS gran parte degli oggetti esposti), con il sostegno di Holding Ferrara Servizi e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
“Stelle senza un cielo. I bambini nella Shoah”. Aperta fino al 1° marzo 2020 e realizzata in collaborazione con lo Yad Vashem (l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele), l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, la mostra di pannelli testimonia il dramma della Shoah attraverso le storie dei bambini. Dalle vicende dei singoli emergono però anche sprazzi di luce e di speranza: amicizie, giocattoli ricavati da un pezzo di cartone o da uno spago, riti di passaggio. La mostra dello Yad Vashem, tradotta per la prima volta in italiano dal MEIS, è integrata da sette storie di bambini italiani realizzate dal CDEC e grazie al supporto di Marcella Hannà Ravenna.
Il Giardino delle domande”.  Un giardino segreto, un rifugio dal traffico cittadino. Appena entrati negli spazi del MEIS, si viene accolti dal “Giardino delle domande”: un labirinto verde dove poter scoprire le norme alimentari ebraiche, le piante bibliche e il loro significato simbolico e le diverse ricette tradizionali tramandate da generazioni.
> Dal 17 gennaio 2020 mostra permanente
1938: L’UMANITÀ NEGATA a cura di Giovanni Grasso e Paco Lanciano
Mostra promossa dalla Presidenza della Repubblica con il contributo del Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca.
Attraverso l’uso di installazioni multimediali che raccolgono immagini e filmati d’epoca e documenti, “1938: l’umanità negata” crea una esperienza immersiva che permette al visitatore di entrare in contatto con il dramma delle leggi razziali, l’esclusione sociale, la persecuzione nazifascista e lo sterminio. La narrazione, che ha la voce dell’attore e doppiatore Francesco Pannofino, si apre allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in cui gli ebrei partecipano a fianco di tutti gli altri italiani. La Storia va avanti, nel 1922 Benito Mussolini guida la marcia su Roma. Nel ’33 il nazismo si afferma e dal 1938 tutto si stravolge: a fine luglio inizia a diffondersi il Manifesto della Razza firmato dagli scienziati italiani, a settembre vengono pubblicati i “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista” e a novembre vengono approvate le cosiddette leggi per la difesa della razza.
Le sale dividono il percorso, della durata complessiva di 45 minuti circa, in diversi nuclei tematici: dalla documentazione relativa alle leggi razziali, alla ricostruzione di una classe e l’esclusione sui banchi di scuola, fino alla deportazione e ai campi di sterminio.
Il percorso concepito dai due curatori è infine arricchito al MEIS dall’installazione site-specific dell’artista israeliano di fama internazionale Dani Karavan, creata per ricordare l’esperienza italiana della Shoah.

Orari

Martedì-domenica 10.00-18.00 (la biglietteria chiude alle 17.00).

Giorni di chiusura

  • Lunedì

Tariffe

Intero: € 10,00; ridotto: € 8,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, studenti universitari, possessori di MyFE Card);
gruppi da minimo 15 persone: € 6,00 (ogni 20 paganti, un accompagnatore entra gratis);
famiglie composte da almeno 1 adulto e 1 minore tra i 6 e i 14 anni: € 6,00;
università e scuole (minimo 15 persone, da lunedì a venerdì): € 5,00 (2 docenti o accompagnatori gratuiti per ogni gruppo);
ingresso gratuito: bambini sotto i 6 anni, diversamente abili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM e militari in divisa.
Il biglietto è valido per tutto il percorso espositivo, per lo spettacolo multimediale Con gli occhi degli ebrei italiani, per Lo Spazio delle Domande, il Giardino delle Domande e il docufilm Eravamo Italiani sui sopravvissuti italiani alla Shoah.

VISITE GUIDATE: sabato e domenica h. 15.00, € 5,00 oltre al biglietto.

Gratuito

  • Fino a 6 anni
  • Persone diversamente abili con accompagnatore
  • Guide turistiche
  • Giornalisti
  • Militari
ultima modifica 09/01/2020 12:01
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