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Sinagoghe

CHIUSE PER RESTAURI. La presenza ebraica a Ferrara data almeno dal XII secolo e, grazie alla tolleranza religiosa praticata dagli Estensi, la comunità divenne sempre più numerosa, accogliendo gruppi di Ashkenaziti in fuga dai territori dell’impero e, più tardi, di Sefarditi cacciati da Spagna e Portogallo.
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Sinagoghe

Solo intorno al 1626 il governo pontificio, subentrato a quello estense, istituì un ghetto, chiudendo con cinque cancelli la zona attorno all’attuale Via Mazzini. In questa stessa strada, fin dal 1485 il ricco banchiere romano Ser Samuel Melli aveva acquistato una grande casa e l’aveva donata agli ebrei ferraresi perchè ne facessero la sede delle loro istituzioni. La casa, intatta, serve tuttora da centro della vita dell’ormai piccola comunità locale e si distingue per due grandi lapidi ai lati della porta che ricordano le vittime delle deportazioni nazifasciste. Fra gli ambienti interni più importanti, vi è l’ex Tempio Tedesco (Ashkenazita), ora utilizzato per le cerimonie più solenni: particolarmente notevole è l’Aròn (Arca) contenente i rotoli della legge, un magnifico lavoro di ebanisteria del XVII secolo. L’ex Tempio Italiano è oggi un elegante e ampio salone usato per conferenze e celebrazioni comunitarie. Sul lato destro della sala sono allineate le parti lignee di tre arón non più in uso: quello al centro apparteneva alla sinagoga italiana, i due laterali provengono da quella spagnola. L’Oratorio Fanese è un piccolo tempio del sec. XIX, comunemente usato per i riti del sabato.
L'edificio delle Sinagoghe ospita il Museo Ebraico.

MUSEO TEMPORANEAMENTE CHIUSO. RIAPERTURA A FINE LAVORI.

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Ferrara - Via Mazzini, 95
ultima modifica 23/08/2017 13:02
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