Cinque artisti (Irma Blank, Marcello Carrà, Dadamaino, Maria Lai e Opalka) uniti dall'uso del segno grafico e della scrittura come elemento fondante della loro pratica artistica, concettuale o astratta. Li accomuna una esplorazione dei "grafemi" (le unità minime di un sistema di scrittura) che scavalca il loro valore linguistico o di significato convenzionale per potenziarne la valenza visuale, ritmica ed espressiva. In tempi e contesti diversi, hanno tutti e cinque trasformato la scrittura in un linguaggio universale e asemantico (privo di significati letterali immediati). Un territorio dove il segno si emancipa dalla parola per farsi immagine.
Oltre che dal segno, le loro ricerche artistiche sono accomunate poi da un interesse profondo per la serialità, intesa come strumento per indagare concetti universali come il tempo, l'esistenza e il linguaggio, superando la materialità dell'opera tradizionale. Il segno (grafico, numerico, tessile), nei loro lavori, diventa ripetitivo, pura traccia visiva, ritmo o meditazione.
Le loro opere, sviluppandosi spesso in serie o sequenze che richiedono tempo per essere create e fruite, enfatizzano, nel processo artistico, la durata e la progressione metodica. Rendono visibile lo scorrere del tempo, utilizzando spesso materiali umili o gesti quotidiani (scrivere, cucire, disegnare a biro) per elevare la loro ricerca oltre i canoni artistici convenzionali, nell'ambito di una ricerca i cui confini sfumano nebbiosamente tra arte concettuale, maniacalità artigianale, minimalismo, poesia visiva.
Programma
Sabato 21 febbraio alle ore 17 si terrà la presentazione del libro INCUBUS (La nave di Teseo, 2025) di Marcello Carrà, artista che attualmente sta esponendo in galleria nella collettiva "Grafemi". L'autore ne parlerà insieme a Maria Livia Brunelli, cercando di dipanare i numerosi simbolismi contenuti all'interno del nutrito apparato grafico che correda il testo.
INCUBUS infatti è un libro che si distingue: nello stile di composizione, nel dialogo tra immagine e racconto, nel susseguirsi dei disegni come un'autentica esposizione d'arte, nell'aspetto quasi cinematografico del ritmo delle illustrazioni. Il volume prende spunto dall'elegante impaginazione dell'Hypnerotomachia Poliphili, romanzo allegorico stampato a Venezia da Aldo Manuzio nel 1499, ed è corredato da un apparato grafico di circa 230 tavole, tutte realizzate a mano, con penne e acquerello su carta.
Ingresso libero e gratuito.