Da Micòl Finzi-Contini ad Anna Banti: il doppio volto del femminile in Bassani
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La conferenza organizzata al Meis, propone un percorso originale attraverso la relazione complessa che Giorgio Bassani intrattiene con le donne, reali e immaginarie, che popolano la sua vita e la sua opera
In questo straordinario racconto personale, Molho (Salonicco 1939) ripercorre le sue esperienze e i suoi ricordi d’infanzia; quando i suoi genitori lo passarono letteralmente di mano in mano e di casa in casa, da Salonicco ad Atene, nel tentativo di salvarlo dai nazisti.
Quella che l'autore ci narra, in controluce, è anche la storia della Grecia occupata e delle sorti degli ebrei di Salonicco, finora quasi assente dall’ampia memorialistica sulla Shoah.
Un racconto fatto di piccole storie di brevi momenti, i ricordi di un bambino inconsapevole della portata degli eventi che attraversava tessuti insieme con lo sguardo dello storico di oggi, e con i fili di una costante riflessione sugli interrogativi più grandi: le possibilità, i limiti e gli intrecci fra memoria, autobiografia e identità.
Programma
Da un lato emergono figure femminili di grande autorevolezza culturale come Anna Banti e Marguerite Caetani, interlocutrici decisive nella formazione etica e professionale dello scrittore, capaci di orientare il suo sguardo sulla Storia, sulla testimonianza e sul ruolo delle donne nel Novecento.
Dall’altro lato, l’universo narrativo bassaniano è abitato da personaggi come Lida Mantovani, Clelia Trotti, Anna Barilari e l’enigmatica Micòl Finzi-Contini, figura tanto reale nella sua potenza evocativa da rappresentare ancora oggi uno dei nodi più dibattuti della critica bassaniana.
Micòl, sospesa tra il mondo delle donne che Bassani conobbe e quello delle donne che immaginò, incarna in modo esemplare la condizione femminile vittima del sistema sociale e politico del tempo, segnato dalle logiche oppressive e patriarcali del fascismo, ma al contempo custodisce una forza interiore ineffabile che la rende la protagonista incontrastata del romanzo dedicato alla sua famiglia.
Attraverso l’intreccio tra biografia e finzione, la conferenza mostra come Bassani, pur circondato nella realtà da donne di successo, indipendenti e influenti, scelga nella letteratura di rappresentare un femminile vulnerabile, esposto e drammaticamente segnato dalla storia. Il dialogo tra questi due poli – la potenza femminile delle donne reali e la fragilità delle donne immaginate – illumina un nodo centrale della poetica bassaniana: la donna come specchio del trauma storico, della memoria ferita e della responsabilità morale dello scrittore.
Intervengono:
Marcello Azzi, Fondazione Giorgio Bassani
Rosy Cupo, Sorbonne Nouvelle Université, Parigi
Dove
MEIS via Piangipane, 81 - Ferrara
Quando
domenica 8 marzo 2026
Orari
ore 16.00
Url dell'evento
https://meis.museum/Tariffe
La prenotazione è fortemente consigliata: eventi.meis@orologionetwork.it - 342 5476621 (attivo da martedì a domenica, ore 10-18)
Contatti
Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah - Via Piangipane 81 - Ferrara







