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I colori delle Arti

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Statuti miniati delle antiche corporazioni ferraresi tra i secoli XIV e XVIII. L’esposizione si connota per la presenza di preziosi codici miniati scelti dal Fondo Statuti delle Arti della Biblioteca Comunale Ariostea
Immagine dell'evento

La curatrice della mostra, Mirna Bonazza, responsabile della Sezione Manoscritti e Rari dell’Ariostea e dell'Archivio Storico, ha selezionato tra i codici statutari delle antiche corporazioni ferraresi esemplari manoscritti di particolare valore sia sotto il profilo contenutistico, per la ricchezza di notizie che concernono l’ambito giuridico, politico, storico, economico, che iconografico per lo studio della miniatura di varie epoche. Le vetrine ospitano manoscritti che abbracciano un arco cronologico che va dal Trecento, dall’approvazione dei primi Statuti medioevali e dei provvedimenti successivi disposti dagli Estensi, e in seguito dai Cardinali Legati in epoca Pontificia, sino alla soppressione delle Arti alla fine del Settecento.

Il percorso espositivo principia con l’Arte dei Callegari, di cui si possiede la testimonianza più antica, trascritta nel 1342 ma risalente al 1112, che aveva la propria sede nel Palazzo di San Crispino. Il codice, membranaceo del secolo XIV con aggiunte posteriori dei secoli XV-XVIII, presenta miniature di singolare espressione. L’esposizione pone poi l’accento sull’Arte dei Sarti, sotto la protezione di Sant’Omobono, in uno dei codici statutari più antichi posseduti dalla Biblioteca Ariostea, risalente al 1372, la cui miniatura illustra San Giorgio, nell’atto di trafiggere il drago, e la principessa fra due cimieri a testa d’aquila bianca, emblemi che rappresentano Niccolò II d'Este e Alberto V d’Este.

Un altro codice di singolare pregevolezza per le sue miniature, all’anno 1382, in cui è sottoscritto il nome del miniatore – Girardus - è lo Statuto e Matricola dell’Arte dei Mastellari. Trovano, altresì posto nelle vetrine altri esemplari manoscritti le cui miniature costituiscono un iter cronologico nei secoli susseguenti rappresentativo della documentazione in esso contenuti. Pertanto le arti dei drappieri, dei brentatori, dei merciai, degli orefici con miniature del Quattrocento; l’arte dei barbieri, o barbitonsori, e parrucchieri con miniature cinquecentesche, costituite da fregi a grottesche; dei bastaroli, assaggiatori e crivellatori a rappresentare il Seicento, e a conclusione dei marangoni - falegnami - i cui nomi dei matricolati, per i secoli XVII-XVIII, sono inseriti in ricche cornici decorate, arricchite sovente da elementi naturalistici e da utensili che simboleggiano l'Arte.

Dove

Ferrara - Sala Ariosto, Biblioteca Ariostea, via delle Scienze 17

Quando

Dal 13 aprile al 15 giugno 2019

Orari

Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00.
S
abato dalle 9.00 alle 13.00.

Giorni di chiusura

  • Domenica e giorni festivi

Tariffe

Ingresso libero

Contatti

Biblioteca Comunale Ariostea - Sala Agnelli - Via Scienze 17 - Ferrara
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ultima modifica 20/04/2019 18:18
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