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Cosmè Tura

Pittore, miniatore e scultore, era figlio di un calzolaio ferrarese e passò quasi tutta la vita nella città natale. Cosmè Tura (1433ca-1495) fu il caposcuola della pittura ferrarese del XV secolo e impresse un carattere indelebile a tutta l’arte locale, dando un’interpretazione fantastica e in qualche modo ancora medievale dei concetti artistico-filosofici rinascimentali.
Cosmè Tura

La sua fu un’arte di pathos drammatico e di raffinatissimo decorativismo insieme.
Nulla si sa dei suoi inizi e forse cominciò la sua attività come miniatore nell’attivissima officina miniaturistica della corte di Borso d’Este. A partire dal 1451 lavorò regolarmente per il duca e per il suo successore Ercole I, oltre a eseguire lavori per le famiglie più in vista della città. Il suo stile pittorico estremamente originale ha qualche affinità con quelli di Francesco Squarcione, Andrea Mantegna, Marco Zoppo e Giorgio Schiavone, e mostra somiglianze anche con l’opera di Bartolomeo Vivarini. Certo non mancarono gli influssi di Piero della Francesca, attivo a Ferrara intorno al 1450, e di Rogier van der Weyden, presente nella città estense con alcune sue opere. Dal 1452 al 1456 Tura non è registrato a Ferrara e si suppone quindi che abbia avuto luogo in quegli anni il suo soggiorno a Padova e Venezia. Al suo ritorno ricevette immediatamente commissioni della più varia natura, dall’esecuzione di un gonfalone per la Corporazione dei Sarti a una tavola della Natività, dalla preparazione degli apparati per la visita di Galeazzo Maria Sforza ai lavori per portare a termine lo studiolo iniziato molti anni prima per ordine del marchese Leonello d’Este. Molte delle sue opere furono eseguite per una destinazione ecclesiastica, sia in forma di affresco che di grandi polittici, ma andarono soggette a distruzione o dispersione, per cui oggi risulta difficoltoso ricostruirne l’aspetto originale.
Fra il 1462 e il 1464 fu pagato per l’allestimento di numerosi tornei. Una delle sue opere documentate più antiche sono le portelle per l’antico organo della Cattedrale di Ferrara, databili intorno al 1469: l’Annunciazione, visibile a portelle aperte, presenta un’impostazione architettonica spettacolare, carica di decorazione e di simbologie. Il San Giorgio e il drago, visibile a portelle chiuse, è una scena drammatica e teatrale in cui, disse il Longhi: “l’antica crudezza morale si traspone in una materia delicata, tòcca in trasparenza dai lumi lievi, passati. Del pari fragile, sventato è il gesto, trovato così sottilmente, che va roteando il fodero della spada [...] fra i tralci eleganti delle specchiature marmoree, fra le colone preziose che scintillano come provette colme di liquidi colorati [...] il drago minuscolo già rinchiude i rebbi delle ali come foglie d’agave, spuntate.”
L’attività di artista era continuamente alternata da commissioni della più varia natura, atte a soddisfare le esigenze della fastosa corte estense: nel 1471 l’artista era impegnato nei preparativi delle nozze di Ercole I con Eleonora d’Aragona e disegnò per l’occasione un ricchissimo servizio d’argento; nel 1472 ricevette la commissione per la decorazione della cappella ducale del palazzo di campagna di Belriguardo, ora scomparsa, in cui alla pittura si mescolava la scultura; nel ’73 e ’74 fornì disegni per arazzi e, sempre nel ’74, eseguì la cosiddetta Pala Roverella per la chiesa di San Giorgio fuori le mura. Poco documentata, ma certa, la sua opera come scultore. Nell’ultimo decennio della sua vita l’artista abbandonò il servizio di corte e visse ritirato in un torrione delle mura cittadine.

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Pietà, cm. 48 x 33, Museo Correr, Venezia;
- La Primavera, cm. 116 x 71, National Gallery of London;
- Polittico Roverella - Madonna col bambino in trono, cm. 239 x 102, National Gallery of London.

Luoghi dell'autore

Ferrara - Chiesa di San Giorgio, piazzale San Giorgio
Vi si trova la tomba del pittore, sotto una semplice lapide.

Ferrara - Museo della Cattedrale, via San Romano
Vi si conservano le ante del vecchio organo della cattedrale, capolavoro assoluto del Tura: le ante chiuse rappresentano San Giorgio e il drago, le ante aperte una Annunciazione; inoltre la piccola statua del San Maurelio.

Ferrara - Pinacoteca Nazionale, Corso Ercole d’Este 21
Vi sono esposti due tondi rappresentanti Il giudizio di San Maurelio e Il martirio di San Maurelio.

ultima modifica 13/10/2015 08:06
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