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Giorgio De Chirico

Giorgio de Chirico nacque a Volos, in Grecia, nel 1888, dove il padre ingegnere era impegnato nella costruzione della linea ferroviaria Atene-Salonicco. Ebbe una formazione cosmopolita, iniziando i suoi studi al politecnico di Atene dal 1903 al 1906, anno nel quale la famiglia, dopo la morte del padre, rientrò in Italia, soggiornando a Firenze, Venezia e Milano.
Giorgio De Chirico

Nell’autunno dello stesso anno vi fu il trasferimento a Monaco di Baviera, dove il giovane Giorgio frequentò per circa due anni l'Accademia di Belle Arti, formandosi sui testi pittorici di Böcklin e Klinger e sugli scritti filosofici di Schopenhauer, Nietzsche e Weininger. Nel 1910, mentre il fratello Andrea (il futuro Alberto Savinio) partiva per Parigi, Giorgio raggiunse la madre a Firenze, dove rimase per circa un anno, prima di recarsi a sua volta a Parigi assieme alla madre.
A Parigi la sua pittura, che fino ad allora aveva elaborato le suggestioni dei pittori tedeschi da lui amati, si sviluppò in linguaggio autonomo e nel 1912, su consiglio di Apollinaire, partecipò al Salon d'Automne esponendo tre tele che ottennero un buon successo di critica. Seguirono altre esposizioni e gli importanti incontri con Picasso, Derain, Brancusi, Braque e Léger.
Nel 1915 fu richiamato in Italia per lo scoppio della guerra e venne destinato al 27° reggimento di fanteria di stanza a Ferrara. Riconosciuto il suo cattivo stato di salute, gli fu concesso di svolgere un lavoro ausiliario e continuare a dipingere. L'impressione prodotta dall'ambiente urbano e architettonico della città di Ferrara fu fondamentale per lo sviluppo della sua visione artistica: qui dipinse capolavori come Le muse inquietanti, Ettore e Andromaca, Il Trovatore e una lunga serie di interni. L'influenza del suo mondo poetico fu determinante per l'opera di un altro grande artista, Carlo Carrà, suo compagno all'Ospedale militare di Ferrara dal gennaio alla primavera del 1917. Oltre a Savinio, pure soldato nella stessa città, partecipava a frequenti discussioni artistiche anche Filippo de Pisis. Insieme, questo gruppo di geniali artisti riuniti dal caso diedero vita alla breve stagione della pittura metafisica, di cui Ferrara è giustamente ritenuta la culla, oltre che l’ispiratrice. Prova ne sia, fra tutte, il celebre quadro Le Muse inquietanti, dove, dietro i tipici manichini di de Chirico, compare l’inequivocabile sagoma del Castello Estense.
Morì a Roma nel 1978.

Alcune tra le più famose:
-  L'enigma dell'ora (1910-1911);
-  Il Canto d'amore (1914);
-  Muse inquietanti (1917);

- Ettore e Andromaca (1917).

Luoghi dell'autore

Ferrara - Piazzale San Giovanni
Al centro è sistemata una scultura eseguita su disegno di de Chirico ed espressamente dedicata a Ferrara.

ultima modifica 13/10/2015 08:09
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