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Prigione di Don Giulio

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Prigione di Don Giulio
Al piano terra del castello, poco dopo aver imboccato uno stretto corridoio si trova, a sinistra, la porta bassa e profonda che conduce a questo ambiente, un tempo destinato a cella e, forse, anche a sala di tortura. In questa cella fu rinchiuso per lunghi anni Giulio d’Este, fratello naturale di Alfonso I e protagonista di una celebre quanto sfortunata vicenda. Giulio e il cardinale Ippolito, fratelli di Alfonso I, erano divisi da rancori. Entrambi si innamorarono della stessa damigella, Angela Borgia, cugina della duchessa Lucrezia. La graziosa fanciulla accordava le sue preferenze a Giulio. Nelle campagne presso la delizia di Belriguardo i due fratelli si incontrarono. Giulio era solo e nulla poté fare quando il cardinale ordinò ai suoi servi di ucciderlo. Il crudele ordine non fu portato a termine, ma Giulio fu pestato a sangue e perdette l’uso di un occhio. Da quel momento iniziò a tramare la morte di Ippolito e unì i suoi sforzi a quelli di un altro fratello, Ferrante, che ambiva eliminare il duca per prendere il suo posto. La congiura fu ben presto scoperta e i due principi furono condannati al carcere a vita. Era l’anno 1506 quando i due furono rinchiusi nelle segrete del castello. Ferrante vi morì. Giulio sopravvisse fino a rivedere la luce della libertà nel 1559, per grazia di Alfonso II. Aveva computo 81 anni, di cui cinquantatre passati in reclusione.
ultima modifica 30/08/2012 10:35
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