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Teatro dei Fluttuanti di Argenta - Stagione 2017/2018

Teatro

Il cartellone 2017/2018 si apre al meglio della produzione teatrale contemporanea e offre largo spazio al teatro musicale, danza, balletto, musica, comico, varietà, teatro civile
Immagine dell'evento

Continua la stagione 2017-2018 del Teatro dei Fluttuanti. E, ancora una volta, ad attendere il numeroso e affezionato pubblico si alterneranno sul palcoscenico grandi artisti di fama nazionale ed internazionale.

La Compagnia Giovani '90, dopo successi ottenuti durante la sua prima gestione tra il 2005 e il 2011, è infatti riuscita a rilanciare il Teatro dei Fluttuanti e, per la terza stagione consecutiva, proporrà un nutrito calendario di eventi che toccheranno molti generi teatrali, spaziando dalle pièces di prosa ai recitals comici, dall'opera lirica al balletto e alla danza contemporanea, dal musical all'operetta e al gospel. E, naturalmente, il cinema.
Storie di vita, coreografie suggestive, musiche immortali per far riflettere e sognare.
In un turbinio di emozioni contrastanti che solo il Teatro può regalare.

Programma

VENERDÌ 10 NOVEMBRE 2017 ORE 21

Carmina Burana

ORCHESTRA LACORELLI
CORO QUADRICLAVIO
ENSEMBLE ARMONIE BIZANTINE

musiche: Carl Orff
Federica Livi – soprano
Paolo Anziliero – controtenore
Carlo Morini – baritono
maestro del coro: Lorenzo Bizzarri
concertatore e direttore d’orchestra: Jacopo Rivani

CON 80 CORISTI, 40 MUSICISTI E 15 DANZATORI

Un evento esclusivo inaugura la Stagione 2017-2018 del Teatro dei Fluttuanti.
Più di 100 artisti in scena, tra solisti, coro e orchestra per un capolavoro del XX secolo. Musiche di straordinaria potenza drammatica sublimano e rendono immortali antichi testi poetici che celano, sotto la patina della frivolezza goliardica, riflessioni universali sull’amore, il destino e l’esistenza umana.
“Tutto ciò che ho scritto finora, e che è stato pubblicato, può essere distrutto. I miei lavori iniziano con i Carmina Burana”. Così scriveva ai suoi editori Carl Orff nel 1937 alla vigilia del debutto della sua più grande opera, destinata ad una trionfale accoglienza sul palcoscenico della Staatsoper di Francoforte. “Canzoni profane per voci soliste e coro, con accompagnamento orchestrale e scene fantastiche” recitava il testo latino di presentazione della cantata scenica firmata dalla penna del musicista bavarese, noto soprattutto per aver fondato un metodo di insegnamento basato sull’impiego dei più disparati strumenti a percussione, e giunto fino a noi sotto il nome di Orff-Schulwerk. Ed in questa sua opera, meglio nota come Carmina Burana, di strumenti a percussione Orff ne mise a decine: timpani, casse chiare, grancassa, triangolo, piatti, cymbali antichi, tam-tam, raganella, nacchere, sonagli, campane tubolari, campane da chiesa, glockenspiel, xilofono, tamburello.
LaCorelli rende omaggio al geniale compositore con l’esecuzione integrale della sua più celebre opera il cui destino, dai film agli spot televisivi ai dj-set, si è rivelato decisamente… pop! Ma, a ben vedere, l’enorme fortuna è toccata soltanto al brano capofila dei 23 musicati: “O Fortuna”, appunto, che nell’immaginario collettivo ha finito per rappresentare, riassumere e definire l’intero ciclo dei Carmina Burana, di cui la maggioranza della gente ignora il seguito. Grazie alla propria musica, Orff ha saputo rendere materia viva ed eterna gli intrecci del corpus di scritti medievali del Codex Buranus, la cui potenza si sprigiona attraverso la ricca strumentazione scelta ed un massiccio apparato sonoro. Canti satirici, morali, liriche amorose in latino e tedesco e canzoni conviviali: su tutta la narrazione aleggia la Fortuna, vera ed unica artefice del destino degli uomini sulla Terra. Un’autentica enciclopedia di vita a cui Orff sa attingere restituendole contorni di vivida bellezza in un meraviglioso caleidoscopio musicale.

VENERDÌ 17 NOVEMBRE 2017 ORE 21

Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno

IVANA MONTI – MATTIA SBRAGIA

due atti di Agatha Christie
traduzione: Edoardo Erba
con Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli, Giancarlo Ratti
regia: Ricard Reguant
scene: Alessandro Chiti
costumi: Adele Bargilli
luci: Stefano Lattavo
produzione: Gianluca Ramazzotti per Ginevra srl

Scritto nel 1936, Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno è considerato il capolavoro letterario di Agatha Christie, ispirazione per molteplici versioni cinematografiche, dal film di René Clair con un cast d’epoca eccellente a numerosi film successivi che hanno adattato la storia a versioni più moderne. In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1946 con il titolo …e poi non rimase nessuno, romanzo numero dieci della collana Il Giallo Mondadori. Il libro – una perfetta struttura letteraria capace di tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina – fu originariamente pubblicato nel 1939 in Inghilterra come Ten little niggers, a richiamare il primo verso della filastrocca a cui si fa più volte riferimento nelle sue pagine. Per evitare di offendere la sensibilità dei cittadini di colore, il titolo del libro subì una prima variazione l’anno seguente, in occasione dell’uscita negli Stati Uniti: venne scelto come nuovo titolo l’ultimo verso della filastrocca, …and then there were none. Anche la Arnoldo Mondadori Editore scelse la seconda versione, rimasta valida fino al 1977, quando il titolo venne cambiato con il più musicale Dieci piccoli indiani (negli Stati Uniti viene tuttora mantenuto il titolo del 1940).
La storia è nota: siamo nel 1939, l’Europa è alle soglie della guerra. Dieci sconosciuti vengono invitati a vario titolo su una bellissima isola deserta. Arrivati nelle rispettive camere, trovano affissa agli specchi la poesia “Dieci piccoli indiani”, una filastrocca che racconta le morti in successione dei dieci indiani. Una serie di decessi misteriosi infonde il terrore negli ospiti dell’isola, che iniziano ad accusarsi a vicenda fino ad arrivare ad una scioccante conclusione.
Ricca di suspense, la vicenda trova il suo apice in un finale tra i più elettrizzanti e spiazzanti mai scritti. Un finale che, contrariamente al lieto fine elaborato dalla Christie per l’adattamento teatrale del 1943, ricalca qui fedelmente quello mozzafiato del romanzo.
Diretto dal regista spagnolo Ricard Reguant, lo spettacolo mostra al pubblico il lato nascosto della borghesia e aristocrazia a confronto in un’unica arena, i loro rappresentanti tramutati dalle circostanze in personaggi volgari e ordinari, pronti a sbranarsi per la sopravvivenza. Sul palco, sullo sfondo di una suggestiva ed elegante scenografia anni Quaranta in stile Art Déco, dieci protagonisti della scena italiana, un cast eccellente formato da attori di diversa generazione e formazione, per la prima volta tutti insieme.


MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2017 ORE 21

Come ne venimmo fuori (Proiezioni dal futuro)

SABINA GUZZANTI

di e con Sabina Guzzanti
musiche originali: Paolo Silvestri
regia: Giorgio Gallione
produzione: Secol Superbo e Sciocco srl

Un ritorno al futuro per raccontare il presente. Con la consueta ferocia.
Sabina Guzzanti torna in teatro con un monologo esilarante in uno spettacolo essenziale ed incisivo, nato da approfondite ricerche sul sistema economico post-capitalista o neoliberista, con l’intento di affrontare questioni complesse e riflessioni importanti attraverso la comicità e la satira. Per mettere il pubblico nella condizione di divertirsi. Capendo qualcosa in più.
Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Tocca a lei quest’anno pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda”.
Le celebrazioni della fine del secolo di merda si svolgono ogni anno perché non si perda la memoria di quanto accadde in quegli anni terribili e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi. Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno ha più voglia di arrovellarsi a capire le ragioni che avevano spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su Facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli angherie a cui venivano continuamente sottoposti. In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo.
Per confutare questa spiegazione sbrigativa, SabnaQƒ2 ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici nodali per restituirci un’imperdibile conferenza-spettacolo sull’attualità politica e sociale, anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei… consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!


VENERDÌ 8 DICEMBRE 2017 ORE 21

Il Libro della Giungla – Il Musical

musiche: Tony Labriola e Stefano Govoni
coreografie: Sebastiano Lo Casto
regia: Ilaria De Angelis

Divertimento, passione, emozione e formazione.
Liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Rudyard Kipling, la storia che ha appassionato intere generazioni di famiglie. E’ il viaggio di Mowgli, il ragazzino trovato dai lupi nella giungla ed allevato nel branco, del suo amico del cuore, l’Orso Baloo, e della pantera Bagheera. Saranno proprio questi ultimi ad accompagnare il cucciolo d’uomo alla ricerca delle sue radici in una giungla densa di pericoli ed insidie. Incontreranno il serpente Kaa, affamato e pronto ad ingoiare il piccolo Mowgli, la tigre Shere Kan, cacciatrice di uomini, e il non meno terribile imperatore dei gorilla re Luigi, che farà di tutto per rubare i segreti del mondo umano.
Due ore di spettacolo all’insegna del grande divertimento, un musical ricco di colpi di scena, musica, scenografie e coreografie travolgenti. Uno spettacolo per tutta la famiglia che oltre a divertire farà riflettere sui valori dell’amore e dell’amicizia.


MERCOLEDÌ 13 DICEMBRE 2017 ORE 21

La Duchessa di Chicago

COMPAGNIA DI OPERETTA DEL TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO

di Emmerich Kálmán
con Isadora Agrifoglio, Spero Bongiolatti
coreografie: Stefania Cotroneo
regia: Umberto Scida

La Duchessa di Chicago, vero e proprio musical mitteleuropeo, è l’ennesimo capolavoro del grande compositore Emmerich Kálmán, su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald. Antesignano del “musical theater”, Kálmán combina nella composizione le sonorità del jazz, dello swing ed i motivi tipici della danza contemporanea con elementi musicali tradizionali associati con lo stile waltz-opera prodotto nella Vienna dei tardi anni Venti. La musica si appoggia anche a suoni tradizionali dell’Ungheria, patria nativa del compositore Kálmán. La prima rappresentazione avviene al Theater an der Wien (Vienna) il 5 aprile 1928. Il libretto ha un taglio di relativa satira ed è basato sullo stile del cabaret politico in auge negli ambienti radicali della Vienna del tempo ma anche a Berlino e Monaco di Baviera. In questo senso, prende direttamente di mira la rivoluzione sociale che era in atto negli anni ruggenti in America (un esempio piuttosto evidente è dato dalla scena jazz di Chicago). Così, lo spettacolo finisce per rappresentare uno spaccato di come la cultura europea si rapportava a nascenti fermenti e movimenti artistici degli USA, con tutti i luoghi comuni del caso: ad esempio, la musica innovativa del jazz e del charleston e i tagli femminili di capelli alla maschietta, tipici delle ballerine di tip tap.
La vicenda ruota intorno alla figura della giovane miliardaria americana Mary Lloyd che scommette con le altolocate e ricche amiche del circolo esclusivo da lei frequentato: la sfida consiste nell’acquistare la cosa più costosa reperibile in Europa. Nel frattempo, in Europa, lo stato di Sylvaria è sull’orlo della bancarotta. Il Principe Sándor Boris ed i suoi ministri cercano di tenere tranquilla la popolazione. Si pensa, allora, ad un matrimonio fra teste coronate che possa funzionare come diversivo alle inquietudini della gente. Il Principe decide di fidanzarsi, sia pure in assenza di un vero sentimento, con l’amica di vecchia data, la Principessa Rosemarie di Morenia. Cade a fagiolo l’arrivo, nel piccolo Stato, di Mary Lloyd, che porta con sé il fascino e l’irruenza d’oltreoceano insieme ad un ritmo tutto nuovo: quello del charleston. La miliardaria, venuta a conoscenza della critica situazione economica dello Stato, si offre di comprare il Palazzo Reale. Ma, insieme al Palazzo, pretende che anche il Principe, suo più importante inquilino, diventi di “sua proprietà” …


GIOVEDÌ 28 DICEMBRE 2017 ORE 21

Concerto Gospel

CHERLY PORTER & HALLELUJAH GOSPEL SINGERS

Artista e cantante americana tra le più apprezzate in ambito internazionale, autentica regina del palcoscenico dotata di carismatica e accattivante personalità, Cheryl Porter travolgerà con la sua energia il pubblico del Teatro dei Fluttuanti in uno show divertente e raffinato al tempo stesso, interpretando le canzoni della tradizione religiosa afro-americana insieme a grandi voci della musica gospel, dalla sonorità black davvero indimenticabile.
Nata a Chicago, come soprano drammatico ha cantato i ruoli delle grandi eroine di Puccini, Rossini e Verdi per poi avvicinarsi alla musica gospel, spiritual e jazz, collaborando con artisti internazionali e dedicando la sua carriera ad una vera e propria missione musicale: portare un messaggio di unità ad un mondo diviso, di fraternità ai popoli in guerra e di pace interiore a chi ascolta la sua musica. Un imperdibile concerto che catturerà e coinvolgerà gli spettatori con il crescendo di infinite e genuine emozioni di un’esperienza autentica: ascoltare e “vivere” il vero gospel dei neri d’America.


MARTEDÌ 2 GENNAIO 2018 ORE 21

Suggestioni d’Oriente

DALAI NUUR

Lasciatevi accompagnare in un viaggio mozzafiato, vivete una magia senza tempo immersi in una cultura millenaria attraverso atmosfere, colori e suggestioni del lontano Oriente.
Dalle ninfe di Bali al suono dei tamburi giapponesi, passando per il Bodhisattva dalle mille braccia e i ventagli e i pugnali della danza coreana… la storia di terre esotiche, cariche di fascino e mistero, rivivrà nei suoni, costumi e coreografie di uno spettacolo unico nel suo genere, raccontata attraverso miti e leggende dei popoli dell’Asia Orientale e del Sud-Est Asiatico.
Da Ulan-Ude, sulle rive del Lago Baikal in Siberia, uno show spettacolare e carico di spiritualità, tra danza e arte circense, che continua a richiamare il pubblico di tutto il mondo.


DOMENICA 7 GENNAIO 2018 ORE 16 E 18

Bubble Emotions Laser Show

SILVIA GAFFURINI

SPETTACOLO DI MAGICHE BOLLE DI SAPONE

Un suggestivo e raffinato family show dedicato a tutta la famiglia, con protagoniste le bolle di sapone in tutte le loro forme più spettacolari: bolle giganti, bolle di fumo, bolle dentro le bolle, bolle che evocano fenomeni naturali, come vulcani ed arcobaleni…
Il pubblico sarà condotto in un meraviglioso, surreale e sognante mondo fiabesco, attraverso un fantastico viaggio pieno di colori e leggerezza.
Giochi, intrecci, poesia e magie di cui i bambini diventeranno protagonisti, mentre la fantasia degli adulti volerà lontano.
Emozioni indimenticabili, con un finale spettacolare.


GIOVEDÌ 18 GENNAIO 2018 ORE 21

La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli

PAOLO CEVOLI

di e con Paolo Cevoli
regia: Daniele Sala
produzione: Diverto

Dopo aver conquistato il pubblico del piccolo e grande schermo, Paolo Cevoli torna in teatro con la sua quarta produzione teatrale.
La Bibbia. Il Libro dei Libri. Il Best Seller dei best sellers. Da tutti conosciuto anche se forse non da tutti letto.
Ma sicuramente anche quelli che non l’hanno mai sfogliato hanno qualche nozione di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l’arca e di tanti altri personaggi ed episodi.
Una rilettura in chiave pop, l’ironia come cifra per affrontare la realtà, i codici del sacro per decifrare il profano.
In questo spettacolo, con la regia di Daniele Sala, Cevoli reinterpreterà in scena quelle storie, vicende antiche ma sempre attuali, come una grande rappresentazione teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole far conoscere sul palcoscenico dell’universo, il “primo attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia e li racconta attraverso un linguaggio ironico e diretto, accessibile a tutti.
E, forse, anche ognuno di noi sarà protagonista e attore de La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli e potrà scoprire la comicità di quella grande storia in un…diluvio di risate!


GIOVEDÌ 25 GENNAIO 2018 ORE 21

Traviata

ARTEMIS DANZA

musiche: Giuseppe Verdi
elaborazione musicale: Luca Vianini
drammaturgia musicale: Alessandro Taverna
assistente alla coreografia: Elena Bertuzzi
coreografia, regia, scene, luci e costumi: Monica Casadei
produzione: Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei

Uno dei melodrammi più celebri tradotto nel linguaggio della danza da una compagnia divenuta una delle realtà di punta nel panorama nazionale. Dietro le feste scintillanti, il marciume di una società in vendita, vuota, dalla morale malsana. Mentre si consuma il dramma del singolo, che deve tragicamente cedere a regole impietose. E il male attende, inesorabile, che i calici si posino.
Traviata è il primo capitolo di un coraggioso progetto dedicato da Monica Casadei a Giuseppe Verdi, che si propone di reinterpretare le più famose opere dell’amato compositore italiano. Una Traviata letta dal punto di vista di Violetta. Violetta contro tutti. Violetta al centro di una società maschilista espressa da un coro in nero. Violetta disprezzata, che anela, pur malata, pur cortigiana, a qualcosa di puro. Violetta contro cui si scagliano le leggi borghesi espresse dal padre di Alfredo, Giorgio Germont, emblema di un mondo falso e meschino, in cui per certi versi si rispecchia a distanza anche il nostro. Traviata ha significato per Casadei e i suoi collaboratori entrare nel dramma di questa donna a cui è negata la speranza di un sentimento d’amore. Perché, se come prostituta felice del suo ruolo Violetta poteva essere integrata nascostamente dalla società, da cortigiana animata dal desiderio di uscire dal suo destino, doveva essere punita dalla malattia, dalla morte, dal disprezzo. Uccisa dall’ipocrisia del coro.


MARTEDÌ 30 GENNAIO 2018 ORE 21

Da Balla a Dalla – Storia di un’imitazione vissuta

DARIO BALLANTINI

scritto e cantato da Dario Ballantini
arrangiamenti e direzione musicale: Stefano Cenci
regia: Massimo Licinio

Un ritratto riuscito è come un furto. Un piccolo furto dell’anima. Esattamente a questo puntava un ragazzino delle scuole medie a Livorno alla fine degli anni ’70: catturare un poco dell’anima di un grande cantautore, quando disegnava i contorni del suo viso sulle pagine del proprio diario. Non sapeva, quel ragazzino, che su quel diario si stava consumando il primo contatto ideale tra due artisti. Dario Ballantini, futuro pittore e imitatore era il disegnatore, Lucio Dalla il disegnato.
Quell’amicizia rivive in un curioso scambio di personalità e di ricordi con Da Balla a Dalla, uno show che unisce il racconto autobiografico del celebre trasformista con l’omaggio al musicista bolognese attraverso la reinterpretazione della sua straordinaria produzione artistica, in una strabiliante imitazione fisica e vocale. Dario, fan imitatore giovanissimo e pittore in erba, aveva scelto Lucio come soggetto di mille ritratti e altrettante rappresentazioni fino al loro incontro, vent’anni dopo, quando i ruoli si sono, come in un sogno, ribaltati. E Dalla è divenuto un sostenitore del successo di Balla. “Mostrai i disegni del mio diario a Lucio e col tempo nacque una sincera amicizia. Lucio amava i travestimenti. La sua più grande forza? La fanciullezza e quel tocco di follia per il cambiamento”. E chissà cosa direbbe oggi di fronte a un one man show in cui l’amico si trasforma in lui medesimo: “Ripeterebbe ciò che mi disse un giorno: che eravamo collegati da sempre”.


MERCOLEDÌ 7 FEBBRAIO 2018 ORE 21

Libera Nos Domine

ENZO IACCHETTI

progetto illuminotecnico: Valerio Tiberi
scenografia e installazioni virtuali: Gaspare De Pascali
con l’aiuto dei suoi amici Giobbe Covatta, Alberto Patrucco, Giorgio Centamore, Francesco Freyrie
canzoni dal vivo di E. Jannacci, F. Guccini, G. Faletti, G. Gaber, E. Iacchetti
musiche originali: Enzo Iacchetti
regia: Alessandro Tresa
produzione: Nito Produzioni srl

Dopo il grande successo de Il Vizietto e Chiedo scusa al Signor Gaber, Enzo Iacchetti torna in teatro con Libera Nos Domine, uno spettacolo completamente nuovo che esprime il desiderio di comunicare parole e musiche nel puro stile teatro-canzone.
Il noto conduttore e attore è solo in scena, prigioniero dell’attualità e desideroso di liberarsi dai dubbi che lo affliggono sul progresso, l’amore, la religione e l’immigrazione. Una prigionia affrontata con ironia e provocazione, divertendo ed emozionando, cercando di salvarsi con rabbiosa delicatezza. Ce la farà o sarà soltanto un grido di speranza?


GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO 2018 ORE 21

Night Garden

EVOLUTION DANCE THEATRE

con Anthony Heinl, Nadessja Casavecchia, Chiara Morciano, Carim di Castro, Chiara Verdecchia, Lavinia Scott, Simone Giancola e Daniele Del Bandecca
direttore tecnico: Mimmo L’Abbate
co-direttore e assistente alla coreografia: Nadessja Casavecchia
direttore artistico e coreografo: Anthony Heinl

Vi è un momento onirico, tra il giorno e la notte, che trasforma il paesaggio e le sensazioni. Questo cambiamento di luce risveglia i nostri istinti più primitivi. La giornata di lavoro si è conclusa e il timido crepuscolo ci porta a riflettere e fantasticare sul domani. Mentre ci rifugiamo nel calore dei nostri desideri più profondi, tutto un altro mondo, al di fuori, sta per svegliarsi. Vortici di vento fluorescente avvolgono lo spettatore in un abbraccio fluttuante, lampi di luce percorrono il palco, si apre una finestra per guardare di nascosto e scoprire cosa si cela dietro al velo segreto del giardino notturno, dove nulla è come sembra.
Mistero, Bellezza e Meraviglia vi trasporteranno dunque in un regno magico alla scoperta di cosa accade sotto la luce della luna quando il mondo si riposa. Nella notte, creature bioluminescenti si sveglieranno in una nuova dimensione incandescente, dove le ombre hanno colore e il paesaggio è dipinto di luce.
Una serata piena di inventiva con un’incredibile compagnia in grado di fondere danza, arte, acrobazia e illusione. Evolution Dance Theatre è stata creata dall’americano Anthony Heinl, che nella sua ricca carriera ha ballato per coreografi di fama mondiale, quali Paul Taylor, David Parsons e Martha Graham, e ha fatto parte dei Momix del geniale Moses Pendleton.


MARTEDÌ 20 FEBBRAIO 2018 ORE 21

La paranza dei bambini

NUOVO TEATRO SANITÀ

di Mario Gelardi e Roberto Saviano
con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Carlo Caracciolo, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero De Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini
scene: Armando Alovisi
costumi: 0770 di Irene di Caprio
musica: Tommy Grieco
luci: Paco Summonte
aiuto regia: Irene Grasso
assistente alla regia: Carlo Caracciolo
regia: Mario Gelardi
coproduzione: Mismaonda e Marche Teatro in collaborazione col Nuovo Teatro Sanità

Hanno scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali “d’appartenenza” tatuate sulla schiena. Sfrecciano in moto contromano per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono. Sono la “paranza dei bambini”.
Nel gergo camorristico “paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller.
E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo ’miracoloso’ nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile.


GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO 2018 ORE 21

Io ci sarò

GIUSEPPE GIACOBAZZI

di e con Andrea Sasdelli
collaborazione ai testi: Carlo Negri
produzione: Ridens

FUORI ABBONAMENTO

“Il nostro è un lavoro fatto anche di viaggi e durante i viaggi ti trovi inevitabilmente a pensare” scrive Giuseppe Giacobazzi, protagonista di Io ci sarò, nuovo spettacolo dell’artista che crea un ponte immaginario con lo show precedente Un po’ di me (Genesi di un comico). “Oggi mi rendo conto di essere un genitore di 53 anni con una figlia di 3 e quindi mi sono ritrovato a pensare: riuscirò a vedere i miei nipoti e, nel caso li riesca a vedere, riuscirò a rapportarmi come fa un nonno e quindi a viziarli, a giocare con loro, a parlarci e raccontargli delle storie, cercando di dare consigli che non verranno sicuramente ascoltati, a spiegargli anche questo buffo movimento di sentimenti che è la vita?”. È da questa riflessione che l’artista s’ispira per raccontare con il suo nuovo lavoro lo scarto tra le diverse generazioni e i differenti linguaggi che le caratterizzano. “Ho pensato di lasciare un videomessaggio che possa spiegare ed eventualmente interagire con i miei possibili futuri nipoti. E per farlo, l’unico modo che conosco, è farlo davanti ad un pubblico”.


LUNEDÌ 26 FEBBRAIO 2018 ORE 21

Calendar Girls

ANGELA FINOCCHIARO

basato sul film Miramax scritto da Juliette Towhide e Tim Firth
traduzione e adattamento: Stefania Bertola
con Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi, Marco Brinzi, Noemi Parroni, Titino Carrara
scene: Rinaldo Rinaldi
costumi: Nanà Cecchi
musiche originali: Riccardo Tesi
disegno luci: Massimo Consoli
regia: Cristina Pezzoli
produzione: Agidi ed Enfi Teatro

Un testo teatrale (tratto dall’omonimo film di Nigel Cole del 2003 con protagoniste, fra le altre, Helen Mirren, Julie Walters e Linda Bassett) al suo primo allestimento in Italia, con un cast d’eccellenza capeggiato da un’inedita Angela Finocchiaro, impegnata a dar corpo e voce ad una provocatoria femmina di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità. Donne che allegramente e serenamente, anche se con il contributo di qualche giro di vodka, si spogliano per una buona causa, sì, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere.
Lo spettacolo teatrale, al pari del film, ha avuto un enorme successo in Inghilterra, dove è programmato in diverse versioni dal 2008 ed è tuttora in scena. Risate assicurate.

GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 ORE 21

Perfetta

GEPPI CUCCIARI

testi e regia: Mattia Torre
produzione: ITC 2000

Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Una donna che conduce una vita regolare, scandita da abitudini che si ripetono ogni giorno e che come tutti noi lotta nel mondo. Ma, per l’appunto, è una donna, e il suo corpo è una macchina faticosa e perfetta che la costringe a dei cicli, di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Perfetta è la radiografia fisica, sociale ed emotiva di ventotto comici e disperati giorni della vita della protagonista.
Geppi Cucciari è un’attrice comica che abbiamo imparato a conoscere grazie alla sua popolarità come conduttrice televisiva e radiofonica. Il teatro la richiama sul palcoscenico grazie a un nuovo testo, creato su misura per lei da Mattia Torre, sceneggiatore e autore teatrale che ha scritto per Valerio Mastandrea, Serena Dandini, i film e le serie di Luca Vendruscolo, come Boris e Piovono mucche.


MERCOLEDÌ 7 MARZO 2018 ORE 21

Othello, la h è muta

OBLIVION

con Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni,
Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
arrangiamenti musicali: Lorenzo Scuda
al pianoforte: Denis Biancucci
consulenza registica: Giorgio Gallione
produzione: Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,
BaGS Entertainment e Malguion srl

Insieme da più di dieci anni, interpreti dell’irresistibile parodia I Promessi Sposi in 10 minuti (che su YouTube ha ormai superato i tre milioni di visualizzazioni) e con centinaia di date al loro attivo, gli Oblivion sono sempre richiestissimi da tutti i teatri nazionali per la loro personalissima comicità che mixa la tradizione comica italiana e una preparazione tecnica vocale di indiscutibile qualità.
In Othello, la H è muta demoliscono a colpi di grottesca ironia sia l’Othello di Shakespeare che l’Otello di Verdi in uno show in cui cantano, recitano e si dirigono, con musiche tutte dal vivo. Il quintetto gioca con arie d’opera, canzoni pop, citazioni irriverenti e gag esilaranti. Le vicende di Otello e Desdemona vengono rivisitate passando per Elio e le Storie Tese, Gianna Nannini, Lucio Battisti, Rettore e molti altri. Anche le arie di Verdi vengono riviste e mixate con il coro della Champions League, Freddy Mercury, l’Hully Gully, mentre i testi di Shakespeare vengono riscritti in stile Ligabue, Vasco Rossi, Dario Fo. Lo spettacolo diventa così una spassosa parodia, genere teatrale del quale gli Oblivion sono maestri. Un esperimento ardito che i cinque artisti affrontano con totale naturalezza. Varietà di linguaggi, esercizi di stile e tante citazioni per uno show che non mancherà di divertire e conquistare ogni tipo di pubblico teatrale, dal più esigente al più scanzonato.


MERCOLEDÌ 14 MARZO 2018 ORE 21

Viktor & Viktoria

VERONICA PIVETTI

commedia con musiche liberamente ispirata
all’omonimo film del 1933 di Reinhold Schünzel
versione originale: Giovanna Gra
con Giorgio Lupano e altri quattro attori
regia: Emanuele Gamba
produzione: a.ArtistiAssociati, PIGRAsrl

“Canta che ti passa” è un detto coniato in trincea durante la prima guerra mondiale. Ma purtroppo, nella Berlino degli anni Trenta, anche cantare non basta. Lo sa bene Viktoria Weber, talentuosa e intraprendente cantante disoccupata, che annaspa alla disperata ricerca di una scrittura per arrivare a fine mese. Le porte in faccia sono la routine, non c’è lavoro, non ci sono soldi. Certo, il mondo dello spettacolo non è sempre scintillante ma, quando la crisi colpisce, anche gli artisti devono aguzzare l’ingegno. Ecco allora che Viktoria si presenta ad un provino nei panni maschili di Viktor e, ironia della sorte, conquisterà le platee riscuotendo un grandissimo successo. Tuttavia, il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti…
Tra battute di spirito e divertenti equivoci, lo spettacolo porta in scena la critica ad una società bigotta e superficiale (la nostra?), sempre pronta a giudicare dalle apparenze. Una vicenda che, con leggerezza, arriva in profondità. Veronica Pivetti si cimenta nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria in questa commedia nata per il grande schermo, per la prima volta sulle scene italiane nella sua versione originale.


VENERDÌ 23 MARZO 2018 ORE 21

Cavalleria Rusticana

ENSEMBLE TEMPO PRIMO

CORO QUADRICLAVIO

musiche: Pietro Mascagni
direttore: Jacopo Rivani

Dopo la brillante produzione de Il Barbiere di Siviglia, LaCorelli torna ai Fluttuanti nella celebrata opera di Pietro Mascagni, tratta dalla novella omonima di Giovanni Verga, con un ottimo cast ed una regia brillante e poliedrica. Un dramma siciliano in quadro verista. Una splendida pagina dell’arte italiana.
È il mattino di Pasqua, in un paese siciliano, alla fine del XIX secolo: Turiddu, tornato dal servizio militare, canta una serenata a Lola, di cui era ed è ancora perdutamente innamorato, ma scopre che la donna ha sposato il carrettiere Alfio. Per vendicarsi, corteggia Santuzza ma, dopo averla sedotta, la trascura passando il suo tempo nei dintorni dell’abitazione di Lola. Santuzza, disperata, ormai disonorata ed abbandonata, cerca Turiddu per avere spiegazioni sul suo comportamento. Si reca da sua madre, Lucia, e si confida con lei. All’arrivo di Turiddu tra i due giovani scoppia un’accesa lite, alla quale assiste anche Lola che si sta recando alla messa di Pasqua. E’ sola, il marito è al lavoro. Turiddu la segue. Santuzza, offesa, decide di vendicarsi e riferisce ad Alfio che Lola gli è infedele. Finita la messa, Turiddu offre da bere agli amici all’osteria della madre. Alfio, sdegnato, rifiuta e, nel gesto di abbracciarlo, gli morde l’orecchio sfidandolo a duello. Atteso da un destino mortale, Turiddu saluta la madre e le affida Santuzza. Il grido di una donna: “Hanno ammazzato compare Turiddu!” annuncia il tragico esito del duello.


GIOVEDÌ  29 MARZO 2018 ORE 21

Giulietta e Romeo

BALLETTO DI ROMA

balletto in due atti liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare
nuovo allestimento 2017 (versione originale 1989)
musiche: Sergej Prokof’ev
scene: Fabrizio Monteverde
lighting design: Emanuele De Maria
coreografia: Fabrizio Monteverde

Una delle produzioni di maggior successo del Balletto di Roma, firmata dal coreografo e regista Fabrizio Monteverde, un balletto liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare. A quasi trent’anni dalla sua creazione, la danza dell’amore impossibile rinasce sui palcoscenici italiani, ricca della saggezza del tempo e dell’energia del presente.
La Verona degli amanti infelici si trasforma, nella versione monteverdiana, in un Sud buio e polveroso, reduce da una guerra e alle soglie di una rivoluzione: un muro decrepito mantiene il ricordo di un conflitto mondiale che ha azzerato morale e sentimento, e annuncia, oltre le macerie, un futuro di rinascita e ricostruzione. Nell’Italia contraddittoria del secondo dopoguerra, immobile e fremente, provinciale e inquieta, Giulietta sarà protagonista e vittima di una ribellione giovanile e folle, in fuga da una condizione femminile imposta e suicida per un amore inammissibile. Romeo, silenziosamente appassionato e incoscientemente sognatore, sarà martire della propria fede d’amore innocente. Tra loro, le madri Capuleti e Montecchi, padrone ossessive e compiaciute di una trama resa ancor più tragica dall’intenzionalità dell’odio e dall’istigazione alla vendetta. Riscrittura drammaturgica originale, percorsa dai fotogrammi inquieti del cinema neorealista, l’opera di Monteverde denuda la trama shakespeariana e ne espone il sentimento cinico e rabbioso, dando vita ad una narrazione essenziale ma appassionata, lirica e crudele.


MERCOLEDÌ 4 APRILE 2018 ORE 21

Sento la terra girare

TERESA MANNINO

di Teresa Mannino e Giovanna Donini
regia: Teresa Mannino
produzione: Bananas srl

Solare presenza del panorama comico italiano che coniuga una raffinata tecnica attoriale con una capacità di improvvisazione assolutamente spontanea e originale, Teresa Mannino, siciliana fortemente legata alla sua terra, laureata in filosofia, ha studiato teatro a Milano, diventata la sua città d’adozione. La sua comicità è graffiante, leggera, intelligente e sottile. Le sue storie dalla Sicilia attraversano tutta l’Italia per fermarsi nel grande Nord, per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata. Si aggiudica a pieno titolo, con i suoi accattivanti monologhi comici, la conduzione della prima serata di Zelig con Mr Forest su Canale 5. Edizione condotta brillantemente nel 2013 grazie anche all’esperienza formativa di cinque edizioni di Zelig OFF (dal 2007 al 2011) che ha presentato con Federico Basso. Ma il percorso artistico di Teresa si snoda tra esperienze comiche di palcoscenico e piccolo schermo, radio e cinema per approdare infine ad un mondo fatto di storie, emozioni e testimonianze.
Dopo 154 date nei teatri italiani con lo spettacolo Sono nata il ventitré, con cui ha raccontato la sua infanzia, la sua vita e come è cambiato il mondo attorno a lei, Teresa Mannino torna in teatro con un nuovo spettacolo, ispirato sempre alla sua amata Sicilia.


LUNEDÌ 9 APRILE 2018 ORE 21

La scuola

SILVIO ORLANDO
VITTORIA BELVEDERE

di Domenico Starnone
con Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran,
Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini
scene: Giancarlo Basili
disegnatore luci: Pasquale Mari
costumi: Maria Rita Barbera

regia: Daniele Luchetti
produzione: Cardellino srl

Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.
Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo La scuola. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa. Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.
“Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico” dice Silvio Orlando. “A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi”.


SABATO 14 APRILE 2018 ORE 21

Wit Matrix

PINK FLOYD TRIBUTE BAND

special guest: Ricky Portera

Un omaggio allo storico gruppo e alla sua musica senza tempo, rivolta a tutte le fasce di età, tra sogni e visioni, incubi e leggende. Un viaggio al centro della musica contemporanea, dalla psichedelica al pop tra scenografie spettacolari, proiezioni di filmati ed effetti speciali.
Ospite d’eccezione di questa band veneta, composta da 11 musicisti e 10 tecnici, che vanta una splendida carriera con numerose esibizioni in Italia e all’estero, oltre ad illustri collaborazioni, Ricky Portera, chitarrista di Lucio Dalla e fondatore degli Stadio, considerato fra i più grandi chitarristi italiani.

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Dove

Argenta - Via Pace, 2

Quando

Dall'11 Novembre 2017 al 14 Aprile 2018

Orari

Vedi programma

Tariffe

La biglietteria del Teatro è aperta dal lunedì al venerdì > ore 16 - 19

E' possibile prenotare i biglietti anche telefonicamente tutti i giorni > ore 16 - 19 - +39 348 2652283

Contatti

Teatro dei Fluttuanti - Via Pace, 2 - 44011 ARGENTA

Ufficio informazioni

Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Argenta

Argenta
Piazza Marconi, 1
telefax 0532 330291

Come arrivare

In Auto
Argenta si trova sulla SS.16 Adriatica, fra Ravenna e Ferrara.
Provenendo da Ferrara (autostrada A13, BO-PD) si esce a Ferrara Sud e si imbocca la SS.16 in direzione Ravenna.
Da Bologna (tangenziale) uscita n.11 per Castenaso-Ravenna, poi deviazione
per Budrio-Molinella.
Dall'A14 (BO-RN), uscita Imola, poi Conselice-Lavezzola.

In Treno
Linea Ferrara-Ravenna-Rimini (stazione di Argenta, via Circonvallazione).
Vedi gli orari all'indirizzo http://trenitalia.com/
Linea Portomaggiore-Bologna (stazione di Consandolo, km 6 da Argenta).
Vedi gli orari all'indirizzo http://www.fer-online.it/tratte.php.

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ultima modifica 20/11/2017 10:34
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